Dicerie post-live “Il pomo della discordia”
Forte Gisella
17/18 Giugno 2017


Fortezza del Limbo
*Una figura maschile si accuccia accanto a una figura femminile, seduta nell’erba e appoggiata con la schiena alla parete della fortezza*
“Non dovreste essere ancora qui…”
“E tu non dovevi essere metà stregone, ero affezionata alle mie due dita. Ma la vita va come vuole…”
“Li dovreste raggiungere. Vi potrebbero ancora salvare…”
“Sono troppo stanca. Ma va bene così… i Nove sono salvi, il mondo è salvo. E loro due stanno uscendo di qui, senza aver tradito loro stessi. Sono a posto. Ho fini…to…”
* La donna appoggia la testa alla parete dietro di lei, chiudendo gli occhi, mentre minuto dopo minuto la sua postura perde energia e le braccia ricadono lungo i fianchi. L’uomo si rialza, mentre la V Spedizione entra nei portali, le parole del Visir Umar rieccheggiano amplificate nel silenzio e la fortezza inizia a disintegrarsi*

 

Territori della Grande Madre
* Un uomo è seduto da solo davanti ad un fuoco acceso in una radura, intento a bere da una fiaschetta.*
“E’ bello essere tornato a casa! Mi mancavano i nostri boschi! E i miei ingredienti speciali! Si, tranquilli ragazzi! Ve ne porterò un pò!”
*L’uomo continua a bere, fino a quando un rumore dalla foresta interrompe il silenzio. Con tranquillità prend in mano il suo feticcio tribale, il corno da richiamo*
“Se vieni per bere sei il benvenuto! Se hai altre intenzioni, sei benvenuto lo stesso, ma non so se poi te ne andrai!”
* Dalla foresta sbuca una figura, con tranquillità. L’uomo sembra riconoscerlo subito.*
” Sei venuto per me? ”
*La figura annuisce*
” I 9 richiedono la mia vita? ”
*La figura annuisce*
” La spedizione ce l’ha fatta? ”
*La figura annuisce*
” La mia vita appartiene agli Dei. Solo lasciami bere un sorso del mio liquore speciale che ho fatto maturare in attesa di questo giorno. ”
* Magnus appoggiò il corno tra le gambe, estrasse una fiaschetta da una tasca nascosta e tirò una lunga sorsata. *
” Magnifico! Il migliore che abbia mai fatto! Fratelli, mi aggiungo all’eterno canto!”
* Un’altra lunga sorsata, fino a svuotare la fiaschetta. L’ Inevitabile si muove. La sua ascia si alza. E poi cala. La fiaschetta cade al suolo, riflettendo i raggi della luna piena che si trovava sopra la radura. *

Damash
“Mia Signora, Mia Signora!”
“… Capitano, in nome dei Nove… cosa succede?”
“Donna Lèonor…”
“L’hanno trovata? Bambina cara… come sta? Dov’è? Fra quanto sarà di ritorno?”
“No, mia Signora… è morta. Sono tutti morti. Don Belasco… Don Mesa…”
“… Ma. Quando… come è successo? Dov’è il messaggero?”
“Nessun messaggio, mia Signora. I loro corpi… sono stati ritrovati nella Sala del Trono…”
“CHE COSA? Come sono entrati? Avete messo mio figlio al sicuro, spero!”
“Il Roya non è ancora rientrato a palazzo dal suo viaggio, ma ho mandato dispaccio ai Moschettieri perchè raddoppino la sorveglianza intorno a lui. Anche perchè non è tutto… dal Priorato delle Maree fanno sapere che il corpo di Ariana è stato rinvenuto al Santuario della Sorgente…”
“Che i Nove ci proteggano… Fate strada, Capitano…”

Nel silenzio del Nuovo Continente
Finalmente avevo salvato quanto rimaneva del mondo. Non nella sua totalità purtroppo, alcuni avevano rifiutato la salvezza.. Ma io, il Guardiano della Magia e Custode del mondo avevo svolto il mio compito. I millenni di menzogne che avevano raccontato li avevano convinti senza possibilità di rinsavire oramai. Ma non ha più importanza.

Sono riuscito a preparare per loro il mondo perfetto, staccando il nuovo continente dal suo luogo di origine, e spostandolo su un altro piano di esistenza… un piano di esistenza che mi permetterà di portare ognuno di loro nel proprio mondo perfetto.. Il mondo che desiderano.

Una volta attraversato il portale ognuno di loro è caduto nel sonno, unico modo di accesso al mio regno, un dolce abbraccio e un luogo di riposo per la loro ragione ferita e stanca dei soprusi e delle falsità che gli sono state raccontate. E mano a mano che arrivano a uno a uno li prendo in braccio e li accompagno al loro luogo di riposo. La natura sotto il mio dominio si sta velocemente riprendendo tutto ciò che gli era stato sottratto dall’uomo, costruirò un giardino gigantesco, dove potrò ridare vita alla stirpe dei terrestri, anche se saranno soltanto mie manifestazioni in altre forme. Sarà bello avere qualcuno con cui parlare e esse mi aiuteranno a rendere ancora più bello il mio giardino.

Ma nonostante ciò, sono curioso di vedere il mondo dei sogni che ognuno di loro ha costruito..  ognuno ha una visione diversa del mondo perfetto, e ora voglio vedere ciò che la loro fantasia è stata in grado di costruire… tutti a parte uno…

Colui che ha scelto di sfidarmi..
Avrà un destino peggiore della morte..
Non si sfida e non si vince contro il Dio del Sogno.

Nel Limbo
“…Sei pronta a unirti al dolce abbraccio di Nefer?”
“Si.”
“E questo ciò che realmente vuoi?”
“Si…”
“E allora… va. Prosegui. Ma prima di varcare i cancelli, ancora un compito per te. Qualcuno ha bisogno del tuo aiuto…”
” Io… non capisco…”
“Seguimi. Qualcuno ha bisogno ancora di te, Paravèl…”

Nel mondo di Padre Abdèl
* Un anno era trascorso dalla scelta del pomo, la città eterna aveva aperto le porte ai forestieri e riattivato i portali delle stelle. Al suo interno era sorto il grande tempio delle fedi riunite, un immenso parco sempre fiorito con collegamenti in ogni parte dei mondi. Al centro del giardino degli Dei, nel prato antistante il laghetto, una piccola folla era seduta in attesa e un uomo finemente vestito era inginocchiato al cospetto dell’alto sacerdote Abdel-fattah e della Dea Erin, sua sposa. Una dolce melodia d’arpa ruppe il silenzio di quel momento: la cerimonia aveva inizio. Dalla strada dei papaveri si sprigionò una luce rossastra, Sigrid comparve sotto l’arco dei sogni seguito dai membri della quinta spedizione fedeli a Morpheon. Una luce dorata annunciò l’arrivo del corteo proveniente da Arsia, Gwen guidava gli invitati attraverso l’arco dei nove, prestando attenzione a non calpestare gli iris. Le clematidi invece, irradiarono una luce azzurrognola che illuminò l’arco della creazione; Unna giungeva con i fedeli dell’unico creatore. I testimoni presero posizione e la musica aumentò di intensità, le ancelle del tempio cominciarono una danza suadente mentre ricoprivano il pontile di rose . La sposa fece il suo ingresso attraverso l’arco dell’unione, camminando sul sentiero di petali rossi e accompagnata dalle danzatrici. Giunta al centro del prato, si inginocchiò di fianco all’uomo e alzò la testa sentendo che il padre si schiariva la voce. *

“Victorina, ti avevo detto che prima o poi ce l’avrei fatta”

* E il rito vero e proprio ebbe inizio. *

Dinanzi ai Cancelli di Nefer
“No. Non è casa. Avete ragione. E… avete combattuto bene. Siete riusciti quando anche la speranza sembrava perduta… avete salvato il Mondo. Ma è proprio per salvere questo mondo da sè stesso ancora una volta che il Vostro viaggio finisce qui, dinanzi ai Cancelli della Dolce. Non ci possiamo permettere che qualcuno sappia… ed è natura di noi Mortali, prima o poi, parlare.”

*spade vengono smosse, il brusio aumenta*

“Potete deporre le armi e varcare i cancelli della Dolce, dove vi attende un’eternità di ricompense… o potete attaccare me e gli Inevitabili. Ma varcherete comunque i Cancelli, dopo la battaglia. A voi la scelta.”

*qualche momento di silenzio, poi il clangore delle armi che cadono a terra, e le figure sfilano alle spalle di Balthasar, seguendo gli Emissari*

“Non tu Aramis. Non ancora. Hai una cosa da finire prima… Paravèl ti sta aspettando.”

In mezzo al Mare – Sulla Salazar Velazquez
“Avete cavato qualcosa da loro?”
“No… non si ricordano nulla. Sostengono che un attimo fa erano nel loro possedimento, poi c’è stato un fulmine e sono ricomparsi sul nostro ponte.”
“Molto bene. Fulmini che teletrasportano persone, e questa nebbia maledetta che non ci fa ritrovare la rotta… torniamo a Damash. Così scaricheremo il… Legato Quinto Aquila, la sua famiglia e la sua gente e poi potremo ripartire. Non abbiamo cibo a sufficienza per gestire anche loro fino al Nuovo Continente.”
“Agli ordini, Ammiraglio!”

Corbridge
“Mia Regina, il Marchese MacNeil chiede udienza…”
“Così, senza preavviso?”
“Non avrei nemmeno notificato la cosa, mia Signora, se il Marchese non portasse con sè ciò che Cambria cerca disperatamente di ritrovare da anni…”
“… Illuminatemi, Ciambellano?”
“La Spada, mia Regina. La Spada è tornata a Corbridge. Il figlio del Marchese MacNeil l’ha riportata a casa dal Nuovo Mondo.”
“Perchè non sono stata informata del ritorno del Conte William? Come ci è sfuggito?”
“Non lo so, mia Regina… ma il Marchese è solo. Forse è stata affidata a una staffetta…”
“Fatelo passare.”

Nel Limbo
“…e questo è quanto, Brynjar. Mi dispiace, amico mio…”
“Quindi… fammi capire… ho contribuito al fatto che la V Spedizione non mandasse tutto a puttane e i Nove si salvassero…”
“Corretto.”
“E ora devo morire e andare in questa specie di Paradiso di Nefer…”
“Si…”
“… e quindi niente Corte d’Acciaio per me. Non diventerò mai l’Alto Sacerdote di Cromer come sognavo.”
“Temo di no.”
“Capisco… ma, se proprio non si può fare diversamente…Hai detto che posso andare subito da Nefer o prima posso picchiare gli Inevitabili… e posso picchiare anche te?”
“Si. No… dai Brynjar… no… sii ragionevole…”
“Tira su quello scudo Balthasar… sta zitto almeno l’ultima volta e combatti!”

Nel peggiore bar di Damash
“Quindi hai un lavoretto facile facile per noi…  ma non ti ho mai visto da queste parti… come faccio a fidarmi di te? chi mi dice che non ci fregherai sul più bello?”
“Amico mio… queste monete d’oro dovrebbero assicurare la fiducia tua e dei tuoi amici. E ricorda, Stefano Dalla Croce ha una sola parola…”
“Affare fatto! Ti troveremo questo… Capitano Malatesta…”
“Bravi. Io e lui abbiamo un appuntamento urgente…”

Nel mondo di Victoria
“E questo? Secondo te cosa fa questo?”
“Non lo so… assaggialo!”
“Dici?”
“Ma si, che problema c’è… dammi qua!”
“GWEN! NO…”
“Ma si… sono già morta una volta, mica muoio di nuovo!”
“Ecco, mi sembra un buon proposito… com’è quell’erba?”
“Buona. Sa di frutta… con un retrogusto di pollo.”
“… di… pollo?”
“Probabilmente era una pianta carnivora. Assaggia! Il tuo composto come procede?”
“Sembrerebbe bene… sono pronta per gli alambicchi. Hai ragione… sa di pollo…”
“Basta mangiare senza invitare, voi due…. Forza mia cara, metti tutto a distillare e seguitemi… io e Clara abbiamo da mostrarvi delle cose che vi piaceranno!”
“Certo, Dottor Boyle!”

Arsia – Grande Tempio di Altasar
“Abbiamo scoperto qualcosa sull’obelisco comparso qui davanti?”
“Abbiamo qualche informazione, Alto Sacerdote. E’ il poema di un certo Bardo Miràl, che prosegue su tre fronti… sul quarto lato, v’è invece un elenco di nomi. Li ho trascritti, tenete.”


La terra trema dell’ultimo pianto

e del ricordo si permea il canto.

Sulle spire del vento si odan le gesta

dei forti che fecero la scelta.

Figli dei ghiacci e delle terre del fuoco

di voi canto la furia incontrastata

e dell’enorme spirito che nulla spezza.

Figli dell’acciaio e dell’inchiostro

di voi canto l’orgoglio e l’ingegno

che mai nessuno ha fermato neanche il tempo.

Figli delle dune assolate

di voi canto la conoscenza che vi abbraccia

la carta canta tra le vostre dita ed il filo di lancia.

Figli della pietra e del ferro

di voi canto i cuori valorosi

mai scalfiti come un’eterna fortezza.

Figli del vino e della spada

di voi canto la gioia mai spezzata

una lama finemente adornata che punge come una donna adirata.

Di voi uomini e donne,

le cui gesta cambiarono il mondo

ruggite leoni, siate orgogliosi, 

che il seme germogli

che fiorisca

poichè non verrete dimenticati

è una promessa.

Del Sommo Padre, oltre il lucente varco, si ode la voce

“a voi prodi prima di terminar il viaggio

offro ciò che più desiderate

mostrate con orgoglio la forza che possedete”

i volti della Guerra calcarono il campo soli

con un uomo con l’elmo di crini adorno e il manto bianco

e del Sommo Fabbro i prodigi di ferro plasmato,

terminando l’un l’altro le frasi spronaro i prodi guerrieri

che di forza e ingegno si armarono

 nobili cavalieri, brillanti spadaccini, ladri ,maghi, stregoni e sacerdoti

erano li riuniti sui volti di gioia dipinti solo sorrisi

 per rendere onore al più alto dono mai fatto

e

per chi delle battaglie stanco qui era giunto

dalla Dolce ricevette l’abbraccio più lungo

con la pace nel cuore si diresse nel luogo finale.

Delle spade risuonano i colpi feroci come le fiere,

nell’aria arcane parole modificano il creato,

le freccie come pioggia inondano il campo di battaglia.

Mai vi siete arresi anche alla fine,

di tutti i nemici affrontati sia con l’astuzia

che con la forza ed il fiato spezzato,

orgogliosi,

un’ultima volta voi avete mostrato

 la vera forza,

la vera furia,

il coraggio che ogni uomo serba nel cuore.

Voi che ora cadete come i petali di rosa

il vostro viso non di lacrime è intriso

ma di un sorriso splendente

un raggio del sole che la notte fende.

 

Solo le gesta un cantor può far ascoltare

e quando esse finiscono sulle strade esso deve tornare

nel cuore dell’uomo il coraggio attecchisce

come fiore pronto in primavera a sbocciare.

“Ricordatevi il loro coraggio” il vento sussurra

e il riposo ora loro accorda,

oltre i cancelli su bianche sponde e prati fioriti

giacciono ora i prodi.

Qui ora potrete riposare

il canto finisce

e l’oratore scompare.


Aramis Flamingo
Ginevra Winterchild
Ivan Potemkin
Jackob Redfield
Viviana Salpetri
Edmond Montero
Ishkra Zakharova
Matthias Lantieri
Ragnar dei Murugor Neri
Matias Serrano
Hjalmar dei Murugor Neri


“Basta così.”
“I nomi continuano, Alto Sacerdote…”
“… Accettiamo il dono dei Nove. Quell’obelisco è evidentemente li per restare… e quei nomi sono lì per essere ricordati. E ora andiamo, o tarderemo alla commemorazione dell’Alta Sacerdotessa Lucilla…”


Nel mondo di Sir Adam Blake
“… la Torre della Sanzionatura manda la propria resa e si rimette alle vostre illuminate decisioni sulle questioni di Necromanzia, Sir Blake.”
“Molto bene, deciderò cosa fare con loro in un altro momento… mandate a prendere tutti i libri della loro Torre e portateli a palazzo. Notizie dai confini?”
“La Massacratrice retrocede… mentre parliamo i vostri uomini mettono in sicurezza i nuovi territori, nel nome di Cambria…”
“Si… per Cambria…”

Arsia – Alto Collegio di Magia Imperiale
“E questo è quanto, Rettore.”
“Va bene, Nadezda. Farò interrompere le ricerche. I nomi di Maestro Heidelreich, Maestra Rochester, della signorina Salpetri e del Signor Lantieri saranno inseriti negli annali della Biblioteca, come caduti dell’Alto Collegio nel Nuovo Continente. Sigilleremo i loro diari e isoleremo i loro collegamenti magici, perchè nessuno li possa sfruttare.”
“Grazie, Rettore.”
“Cosa farete ora, Nadezda?”
“Devo andare a cercare mio padre e le mie bambine… vi darò mie notizie Rettore. A presto…”

Aleph
“Mi hanno detto che sono arrivate missive urgenti da Damash, Alì… qualcosa di grave?”
“Si e no. Tieni, Safira, leggi tu stessa…”
“… fitte nebbie bloccano le rotte verso il Nuovo Continente… impossibile proseguire… non possiamo risolvere con la magia?”
“… leggi l’altra.”
“… parte della popolazione comparsa improvvisamente sul ponte delle navi, nessuna spiegazione… ma? Cosa…?”
“Non lo so. Ma il Nuovo Continente sembra improvvisamente averci rifiutato. E fra i Nobili risbucati, tutti di provata fedeltà alle rispettive Corone e ai Nove, non ci sono notizie del Visir Umar… In compenso l’Emiro di Mansur Faisal è ricomparso nel nostro cortile. Morto.”
“… vuoi che io tenti di avere informazioni dai Grandi Templi?”
“Si. Forse sarebbe la cosa migliore…”
“Scrivo subito, Alì.”

Nel mondo di Helga
“… dai Alexander, muoviti! Il fatto di essere Capitan Arsia dovrebbe essere un motivo di maggior velocità, non una giustificazione nell’essere lento come una lumaca!”
“Ma Helga, non capisci… avevo visto una vena interessante di minerale nelle rocce e…”
“Si si… dai! Ci aspettano… saranno tutti già arrivati! Non è che possiamo ogni volta arrivare in ritardo… ho convinto Gwen a perdonarti, ma secondo me se tardiamo e facciamo raffreddare il pranzo rischiamo comunque che ti stacchi la testa!”
“E perchè dovrebbe staccarla solo a me?”
“Perchè io sono più simpatica e mi vuole più bene!”
“… dai, muoviamoci.”

Arsia
“Non è possibile che nessuno abbia informazioni. E’ inaccettabile!”
“Mio imperatore…”
“Mio imperatore un corno! Riconvocate gli Aidemar!”
“Stanno preparando i funerali del Tribuno Generale…”
“Non mi interessa… i morti possono aspettare! Il Patrizio Aidemar ha ricevuto un esercito, che almeno ha avuto la decenza di riportarmi, ma deve spiegare ancora perchè sia ricomparso su una nave senza apparente motivo! E non parliamo della ricomparsa del corpo del Tribuno Generale ad Arsia senza che nessuno abbia visto, sentito o percepito nulla! Esigo risposte! Mandate a chiamare anche i Legati Quinto Aquila e sua moglie Eva! Avevano dei territori, laggiù, sapranno bene come li hanno persi, per i Nove!”
“Eseguo, mio Imperatore!”

Torre Bianca
“… e oggi ricordiamo i nostri caduti. Onore al Maestro Lèon de Alicante. Onore al Maestro Don Yasir Joao Alvares. E onore al loro allievo, Matias Serrano, che per volontà di Maestro Lèon oggi nominiamo, in seguito alla sua morte, Maestro della Torre Bianca. Onore ai caduti nel Nuovo Continente!”
“Onore ai caduti!”

Nel mondo di Bah
“Siete pronti?”
“Pronti a seguirvi, Gasi… fino alla fine, fino alla nostra Ultima Alba!”
“Così sia allora. Appena entreremo ci verranno incontro… io e Virkokka sfondiamo, Chandra e Bah, voi attaccate con tutto quello che avete!”
“Agli ordini!”
“Pronti, Nizariti? Uno… due… ”

 

Nel mondo di Stark
* Aveva ipotizzato quale potesse essere il segreto del “mondo perfetto” di Morpheon, e ci si era avvicinato tremendamente. L’unica spiegazione plausibile a quella che altrimenti sarebbe stata un utopia, se non un paradosso. E poi Morpheon glie lo aveva rivelato poco dopo aver aperto il portale.
Certo, aveva anche tentato di convincerlo che ora non sarebbe stato più così, ma vedere le persone attraversare il portale ed addormentarsi era abbastanza eloquente.
Sospira e getta uno sguardo agli altri, che stanno attraversando il portale per il vecchio mondo. Infondo, sempre meglio dormire e sognare, che vivere in un mondo dove sarebbe stato cacciato come eretico e, nel migliore dei casi, in fuga per tutta la vita.
Porge il braccio di Helga e sente la stretta della donna tanto forte che prima dell’operazione gli avrebbe fatto parecchio male, forse addirittura lasciato dei lividi.
Mette su un leggero sorriso verso di lei, per rassicurarla, anche se dentro di lui aveva una tensione ed un ansia incredibili. Non sarebbe rimasto incastrato per sempre in uno stupido sogno, non lui. Aveva superato cose ben peggiori di un sogno-prigione. No, avrebbe trovato il modo di uscirne, a costo di scomodare l’Unico Dio stesso.
Inspira ed espira, trovandosi davanti al velo verde brillante del portale di Morpheon, voltandosi verso Helga. *

” A presto…”

* Sorride, prima di fare un passo avanti assieme a lei e crollare entrambi addormentati profondamente sull’erba.  Il mondo perfetto, ognuno avrebbe potuto costruire il proprio paradiso nel sogno.
No, non avrebbe mai accettato una finzione come quella. A costo di passare il resto della sua esistenza li.  Ma… Ma se avesse potuto usare il potere stesso di Morpheon contro di lui? Sapeva di avere dalla sua parte, se fosse stato necessario, il Guardiano ed il Tessitore, ma loro erano nel Limbo e non sarebbe stato facile raggiungerli, e sapeva di avere dalla sua parte la nuova Madre Natura. Ma non era ancora sufficiente.
Anni probabilmente sarebbero passati, anni durante i quali ben poco Alexander Stark si sarebbe goduto quel “mondo perfetto”, costantemente preso nel suo obbiettivo di aprire le pareti del sogno per uscire e tornare a svegliarsi, costantemente attento a controllare la sua mente per tentare di discernere le menzogne del sogno utopico.
Un mondo per lui perfetto gli si muoveva attorno, un mondo in cui aveva facilmente ritrovato Hellen, in cui stava insieme ad Helga, in cui i suoi studi ingegneristici procedevano alla perfezione e miglioravano incredibilmente, in cui aveva recuperato ogni conoscenza persa sull’ingegneria antica, studiandola assieme a Leonardus ed Ulisse, usandola per migliorare la vita alla gente rimasta al nuovo mondo e lui, personalmente, occupandosi di aiutare il più possibile coloro che sono rimasti fedeli all’Unico Dio, per tenerli uniti.  Ma tutto questo, solo di facciata.  Alexander Stark non avrebbe mai smesso di cercare un modo per svegliarsi dal sogno, passando la vita li dentro concentrandosi quasi unicamente a distinguere le falsità del sogno dalla Verità, obbiettivo dell’Unico Dio e che non aveva mai smesso di ricercare, riflettendo, testando, sperimentando per trovare il modo di svegliarsi… *

“Apri gli occhi, Stark… Buongiorno! Sei ancora qui. Come ieri. E il giorno prima ancora. Non sfuggirai mai dal mio mondo perfetto, Alexander… ma consolati, a differenza dei tuoi amici non ci starai per l’eternità visto che cerchi di combatterlo. Questi pochi minuti di veglia giornaliera non servono solo per ricordarti che nessuno può battermi… ma ti portano ogni giorno più vicino alla tua morte. Perchè in questi momenti tu invecchi, Alexander. E ora… sogni d’oro…”